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Il racconto di chi c'era


Dal 31-10-2008 al 2-11-2008 si è svolto a Sassone il IX Congresso internazionale del VIDES per riflettere sul tema “Beni comuni e diritti umani: un patrimonio e un impegno per i giovani”.

Per la Delegazione Regionale Veneto c’eravamo: Gaetano De Venuto, Gabriele Penello, Michele Fabrizi, Sr. Stefania Belloni, Sr. Anna Maria Zabai ed io, Maria Gabriella Caracini. 

 

Dopo l’apertura del convegno da parte di Neonor Salazar, direttore generale del Vides, dopo il benvenuto dato da Guido Barbera, presidente del Vides Internazionale e dopo la presentazione di tutti i gruppi partecipanti, provenienti da tutte le parti del mondo (Europa, Asia, America, Asia) da parte di Francesco Quartieri, si sono succeduto vari relatori di grande prestigio. 

Maria Francisca Ize-Charrin, direttrice del Dipartimento “Research and Right to Development” dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, ci ha fatto riflettere sui diritti umani, Hélène Yinda, teologa africana, su cultura e spiritualità, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, Riccardo Petrella, presidente del comitato internazionale per il contratto mondiale dell'acqua, sullo sviluppo umano e l’ambiente, Maria Grazia Caputo, responsabile dell’Ufficio dei Diritti Umani a Ginevra per l’Istituto FMA e per il VIDES Internazionale, sui beni comuni e l’impegno per il Vides.

Dopo ogni relazione si è dato largo spazio ai dibattiti e agli interventi dei partecipanti in modo da chiarire e puntualizzare meglio gli argomenti trattati. Inoltre sono stati organizzati dei laboratori, a cui ognuno poteva inscriversi liberamente, con l’intento di sensibilizzare e approfondire alcuni aspetti trattati, dall’analisi dell’ambiente che va protetto e conservato, dalla consapevolezza che tutti noi come cittadini siamo custodi del bene comune fino alla coesione sociale e alla cooperazione per arrivare attraverso la multicultura all’intercultura.

Alcuni laboratori hanno analizzato i beni comuni come strategia d’azione, hanno sviluppato il tema “educazione come diritto umano” approfondendo i documenti della Chiesa e quelli internazionali e condividendo le iniziative locali e internazionali del Vides per l’educazione di donne e bambini, infine hanno affrontato il tema dell’acqua come fattore di sviluppo per i popoli.

Tutti abbiamo lavorato con entusiasmo ed interesse per stilare una Dichiarazione sui Beni Comuni ed individuare strategie d’azione affinché i Beni Comuni e i Diritti Umani diventino “patrimonio per tutti”.

Il clima che si è gustato e sentito fin dal primo momento è stato di grande condivisione e collaborazione: tutti sentivamo che è bello stare insieme, è bello condividere tutte le nostre esperienze ed è bello sentire che lì, al Congresso nell’istituto Madonna del Carmine, tutti, pur mantenendo la propria identità, eravamo in comunione di intenti e di spirito.

Non sono mancati momenti gioiosi: si è allestito il tavolo della solidarietà, dove ogni gruppo ha portato prodotti tipici del proprio Paese, e alla sera del sabato si è organizzata la Festa dei Popoli.

 

È stato sorprendente notare come tutti si siano impegnati alla realizzazione della festa indossando costumi tradizionali ed esibendosi in un canto o una danza tipica del proprio Paese, mettendo in evidenza le loro caratteristiche etniche, le loro peculiarità e il loro modo di essere. Soprattutto è stato sorprendente notare che tutti, giovani e meno giovani, stavano bene insieme, e questo stare bene insieme si manifestava in sorrisi, abbracci, baci, balli e canti corali.

Questa unione ed armonia si sono sentite ancora di più durante la celebrazione eucaristica, durante la quale le diverse lingue si alternavano, ma tutte lodavano lo stesso Dio.

Siamo arrivati a Sassone con un cielo grigio che minacciava pioggia. Nel corso dei tre giorni il tempo è migliorato fino ad arrivare a domenica in cui il sole risplendeva alto in un cielo azzurro terso e limpido: tutto questo era in sintonia con il nostro essere e sentire.

Siamo ritornati a casa più ricchi, più sereni e più convinti che insieme possiamo fare molto. Basta porsi in atteggiamento di ascolto delle necessità e di apertura di cuore verso l’altro.

Siamo ritornati a casa più consapevoli che dall’incontro di un Io e un Tu, come dice Martin Buber , “accade sempre qualcosa e l’uomo non ne esce mai come prima, possa essere stato l’incontro superficiale e leggero come un soffio oppure una dura lotta”.

 

Maria Gabriella Caracini

Presidente Delegazione Regionale Veneto V.I.D.E.S.


 

 

 

 

 

 

 

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