Come è ormai tradizione da alcuni anni, domenica 10 maggio alle 17.00 si è tenuto presso il teatro dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Padova, il concerto di primavera del coro multietnico Syneimì. La novità più significativa è stata che quest’anno la rassegna canora e musicale del VIDES è stata inserita nell’ambito di quel ciclo di manifestazioni di intercultura e solidarietà che prende il nome di Festa dei Popoli e che solitamente coinvolge la città verso la metà del mese di maggio. Ciò ha rappresentato non solo un lusinghiero segno di riconoscimento per l’attività pluriennale che il coro porta avanti a Padova, ma soprattutto un’occasione imperdibile per trasmettere un forte messaggio di testimonianza. Partecipare alla Festa dei Popoli con un simile spettacolo ha permesso ai coristi di focalizzare l’attenzione su due parole: in primo luogo sulla parola “POPOLI”, per rendere visibile agli amici, ai simpatizzanti e agli spettatori tutti la fiducia e la speranza concreta in una possibile integrazione che animano tutti coloro che si impegnano a frequentare le lezioni di canto il sabato pomeriggio; e in secondo luogo ha consentito di sottolineare la parola FESTA per dimostrare tangibilmente che la convivenza nella diversità può essere vissuta non già nello scontro, sterile e frustrante per chi in esso è coinvolto, ma piuttosto come uno stare insieme fraterno, accogliente, vitale e che non esclude nessuno ma che desidera farsi sempre più grande e arrivare ad un numero sempre maggiore di persone, come un abbraccio “contagioso” che si allunga all’infinito!
È questo, del resto, il motivo per cui fin dal 2006 il coro del VIDES ha scelto di chiamarsi “Syneimì” (= che in greco significa “io sono con...”) e ha accolto fin dall’inizio tutti coloro che hanno aderito alla proposta di cantare insieme: dapprima le persone più vicine alla realtà dell’associazione, cioè gli studenti dei corsi di lingua italiana del giovedì sera e del sabato pomeriggio, i volontari e le FMA dell’Istituto, ma poi anche altri volonterosi che sono venuti a conoscenza di questa iniziativa e hanno desiderato unirsi al gruppo. Domenica pomeriggio, il coro era quindi composto da persone di differente provenienza, paese d’origine (Russia, Perù, Nigeria, India, Sri Lanka, Giappone, Birmania) ed età... e tutta questa spettacolare diversità è stata armonizzata da tre importantissimi elementi: dalla maestra e direttrice del coro, la soprano russa Natalia Semenova, dall’accompagnamento alla chitarra di Amilcar Soto Rodriguez, musicista e compositore peruviano e, infine, dalla scelta del repertorio, che ha spaziato tra musiche di differenti tradizioni che inneggiavano alla pace, all’unità, all’amore misericordioso, alla solidarietà, insomma alla presenza operante di Dio nella nostra vita.
Nel pomeriggio, oltre ai brani corali, gli spettatori hanno potuto applaudire anche le esibizioni di alcuni solisti stranieri che hanno intonato melodie tipiche dei loro paesi d’origine e hanno fatto assaporare il fascino di terre lontane. Il concerto si è concluso con il canto dell’inno latino “Viva musica mundi”, nelle cui parole si canta alla musica del mondo intero che risuona fino ai confini dello spazio e attraverso la quale diverse voci amiche propagano un messaggio di speranza e di felicità!
Gaia Guidolin
Volontaria V.I.D.E.S.